Proposta di Legge Costituzionale
"Modifica dell’articolo 16 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n.3 – Statuto Speciale per la Sardegna – concernente la composizione del Consiglio regionale "
Congresso costitutivo del circolo studentesco di Sassari

CONGRESSO COSTITUTIVO DEL CIRCOLO STUDENTESCO DI SASSARI
La linea è chiara: Il Prc non si scioglie e continuerà le sue lotte

Cara Liberazione sei libera, ma quel titolo non ci è piaciuto
Francesco Ferrara*
Caro Direttore,
il titolo con il quale Liberazione apriva ieri il giornale è, secondo noi, sbagliato e fuorviante.
Tanto più è fuorviante perché si riferisce a una assemblea di due giorni, partecipata da movimenti, associazioni, oltre 1500 compagne e compagni che hanno assiepato oltre i limiti della sua capienza il Palafiera di Roma. Un dibattito intenso, attento, appassionato, una platea per nulla pacificata o passivizzata. Culture differenti, che si riconoscono differenti e vogliono restare differenti ma che cercano uno spazio comune di condivisione. Questa è Sinistra europea in Italia.
Ci volevano confusi, smarriti e la testa china. Le cose non stanno così.
Stiamo dentro il conflitto sociale, stiamo assieme ai movimenti, siamo impegnati in un processo unitario largo.
L’assemblea del 16 e 17, la partecipazione al Pride, la nostra determinazione dentro lo scontro su pensioni ed extragettito, lo dimostrano chiaramente.
Liberazione è innanzitutto un giornale libero. Nessuno ha intenzione di contrastare o limitare questa libertà, né oggi né domani.
Liberazione è un quotidiano fuori dal coro. Fuori dal coro per quanto riguarda la campagna che i principali quotidiani fanno per riciclare i temi stantii delle politiche economiche e sociali dettate dai poteri forti. Fuori dal coro sul tema fondamentale dei diritti e delle culture securitarie che anche nel centro sinistra avanzano. Ne siamo convinti.
La stampa nazionale al contrario è impegnata in un deprimente tormentone che alimenta strumentalmente per intervenire dentro il dibattito politico a sinistra e cancellare l’anomalia di Rifondazione Comunista.
Per ciò riteniamo sbagliato quel titolo. Riteniamo sbagliato che Liberazione possa dare l’immagine di un partito indeciso e che non sa cosa sarà del suo futuro.
Ci permettiamo di affermare senza enfasi ma senza incertezze che questo gruppo dirigente ha una linea molto precisa, chiara e netta.
Siamo vivi, non abbiamo alcuna intenzione di sciogliere, superare, diluire Rifondazione Comunista. Non lo facciamo per una conservazione dei gruppi dirigenti né per riflessi identitari.
Lo facciamo perché riteniamo che Rifondazione Comunista, nella sua autonomia politica e culturale, sia necessaria oggi e domani per ragionare su un tema grande e complesso posto da Fausto Bertinotti anche nell’importante intervento fatto al Palafiera: la costruzione di un pensiero e una pratica della trasformazione della società oggi.
Per questo pensiamo, al contrario del superamento, che occorra proseguire con intensità nel solco dell’innovazione rappresentata dalla cultura politica della rifondazione comunista: nonviolenza, critica al potere, nesso tra uguaglianza e libertà.
Con la stessa determinazione, stiamo facendo Sinistra europea. Con la medesima determinazione siamo impegnati dentro un processo unitario a sinistra. Anzi ne siamo i promotori. Per noi questo processo è irreversibile. L’esistenza e il rafforzamento di Rifondazione Comunista sono per noi condizioni essenziali per la sua realizzazione. Le forme che assumerà questo processo unitario le decideremo assieme agli altri.
Questa è la linea di Rifondazione Comunista.
Naturalmente, il dibattito dentro il partito è libero. Il dissenso da questa linea è legittimo, un valore. Sia quello delle minoranze interne, sia quello di un singolo compagno della direzione.
Anche Liberazione , il suo direttore e i suoi redattori, possono avere opinioni differenti ed esprimerle. E’ tutto legittimo, anzi, è il sale del confronto.
Sarebbe il caso, però, anche per la giusta informazione, che si rappresentasse con evidenza qual è la linea che Rifondazione e i suoi gruppi dirigenti esprimono. Senza che appaia un confronto confuso, una notte bigia dove tutti i gatti sono neri.
Forse non è il giornale che deve dare l’orientamento, come si diceva una volta. Ma neanche dare il disorientamento sulla linea.
Ti assicuriamo che non abbiamo fatto la Sinistra europea e non facciamo il percorso unitario per andare oltre Rifondazione (con la R maiuscola, quindi nel senso del partito) ma per andare oltre nella rifondazione (con la r minuscola) nel senso del processo di innovazione.
Con rinnovata stima e fiducia,
*segreteria nazionale del Prc Responsabile area
Organizzazione
Sezioni italiana del Partito della Sinistra Europea

Intervento di Walter De Cesaris*
Assemblea nazionale della Sinistra europea in Italia
Roma, 16 giugno 2007
Care compagne e cari compagni,
la nostra assemblea parla a tutta la sinistra e tutta la sinistra parla nella nostra assemblea. Questo è già di per sé un evento: tutta la sinistra, i partiti della sinistra, le grandi organizzazioni del movimento operaio, le grandi associazioni democratiche e del volontariato, i movimenti, le espressioni delle principali vertenze aperte sul territorio nazionale.
Questo è già la Sinistra europea: un esperimento concreto per rompere la separatezza, il tentativo di costruire uno spazio pubblico della politica dove costruire relazioni, contaminare e connettere culture politiche, linguaggi, pratiche che sono differenti e che vogliono restare differenti ma, allo stesso tempo, instaurano una relazione, stabiliscono un?alleanza, liberamente assumono un vincolo di appartenenza.
Questa assemblea deve parlare a tutto il Paese. E deve dire poche, semplici ma chiare parole. Io ne dico alcune.
Vogliamo la verità su Genova. Vogliamo la verità sulla morte di Carlo e la verità su quella violenza, ordinata e perseguita scientificamente, per trasformare la grande mobilitazione democratica e popolare contro il G8 in una macelleria da dittatura sudamericana, da ?notte delle matite spezzate?.
Una verità che emerge ormai dalle aule dei tribunali. Ma noi vogliamo la verità politica: i mandanti, le connessioni e le responsabilità delle massime autorità di governo e di funzioni dello Stato, la trama internazionale. Se non ora, quando la Commissione di inchiesta su Genova?
Noi non siamo d?accordo, ci opponiamo e ci opporremo con tutti i mezzi democratici e fino con la disobbedienza nonviolenta all?ampliamento della base di Vicenza. Fino in fondo. Quella scelta non è in nome mostro. Pensiamo che la grande maggioranza del popolo che ha scelto un?altra maggioranza politica al Governo del Paese non condivide quella decisione. Quello che più conta è che non la vogliono le cittadine e i cittadini di Vicenza.
La sovranità appartiene al popolo e vale di più della firma di Berlusconi e di più anche di quella di Prodi. Si consultino direttamente le popolazioni, si apra una trattativa.
Vale per la Tav , vale per Vicenza. Per noi, non ci sono dubbi: stiamo dalla parte del diritto e delle popolazioni. Fino alla fine, fino alla pratica della disobbedienza civile. Come nel ?trainstopping?, come a Scanzano.
Noi vogliamo che si apra finalmente la stagione del risarcimento sociale. Non in un futuro che si allontana ogni volta che tocca ai lavoratori, non domani, oggi e con le risorse che ci sono davvero e non con quello che rimane, dopo che hai accontentato tutti i poteri forti: dagli organismi ademocratici e tecnocratici delle burocrazie europee alla Confindustria che è lassista quando deve prendere i soldi e ne hanno presi tanti, anche con questo Governo, e rigorista quando deve toccare ai lavoratori.
La prima cosa della riforma della politica è che fai quello che dici. Hai detto abolizione dello scalone e abolirlo lo devi. Lo hai detto, lo fai e senza la furbizia ipocrita di sostituirlo con gli scalini. E non c?è un prima e un dopo. Assieme c?è un?innovazione nella direzione dei diritti: i diritti civili, le unioni civili, l?abrogazione della Bossi-Fini. Insomma c?è il tema della rottura di quel tappo conservatore, di quel blocco di poteri che intendono impedire, bloccare quel processo riformatore che il nostro Paese merita. Un processo, in assenza del quale si precipita velocemente nella delusione, nella passività e nel precipizio del prevalere di una cultura reazionaria di massa. Questo è il compito storico della sinistra oggi, qui e ora. Colmare quel vuoto, aprire un vero conflitto con determinazione, conquistare una centralità, scalare la dimensione dei problemi.
E la prima dimensione è quella europea. Sinistra europea in Italia è la prima soggettività politica in questo Paese che si costituisce partendo dalla dimensione europea. Fino ad ora era accaduto il contrario. Il Partito Democratico, addirittura, lo hanno fatto, e non sanno dove andrà in Europa.
Non è un caso che la nostra assemblea è in contemporanea al Congresso della Linke in Germania. Domani avremo un collegamento diretto con Bisky e Lafontaine. Oggi dalla nostra assemblea li salutiamo e gli auguriamo un grande successo. E Fausto Bertinotti, Presidente della Sinistra europea, oggi è a Berlino e domani sarà qui a Roma. E neanche questa è una coincidenza.
Sappiamo che ci sono altre forze politiche della sinistra che guardano ad altre soggettività. I compagni di Sinistra Democratica al Partito Socialista Europeo. Altri hanno altri riferimenti ancora. Noi li rispettiamo e non pensiamo che ciò sia impedente un confronto, un dialogo, un patto d?azione comune, forme di unità da costruire assieme. Le nostre posizioni sono chiare nei nostri documenti. Non le ripeto. Ne dico solo una. Diciamo ? la Sinistra europea è per noi un punto di partenza, non una conclusione?. Si tratta, credo, di una dichiarazione impegnativa. Non la chiediamo agli latri, vale per noi. Vale per dire che Sinistra europea nasce per rompere recinti non per farne un altro.
Per questo ritengo che pensare a Sinistra europea come impedente o un ostacolo al rapporto unitario a sinistra, non sia solo un errore madornale, ma una incomprensione che è segno di una vera debolezza politica ed intellettuale.
Noi siamo qui, culture, linguaggi, percorsi differenti. Siamo questi, per adesso. Sottolineo, per adesso. Quando abbiamo cominciato non sapevamo quanti saremmo stati oggi. Non ci siamo seduti intorno ad un tavolo, ci siamo ritrovati lungo un cammino e dato che questo cammino non è concluso, incontreremo altre ed altri.
Siamo già in un?altra dimensione, c?è già un incontro di culture plurali e molteplici: Uniti a Sinistra e il forum delle realtà di movimento, la cultura femminista che interviene in quanto tale e l?ambientalismo. C?è l?originalità degli aderenti individuali e c?è l?innovazione della mesoregione del rapporto del Mezzogiorno con il Mediterraneo. Ci sono i centri sociali ed esperienze dell?antagonismo. Ci sono i miei fratelli di Action. Tante altre e altri ancora. Tutti qui dentro e fuori da qui dentro. Tutti assieme, ognuno se stesso, ognuno anche con altri che stanno fuori. Così deve essere anche domani.
Ci sono oltre 50 associazioni locali. Ma questo è solo l?inizio. Non stiamo a fare bilanci, siamo appena usciti fuori dall?uscio di casa. Non abbiamo modelli, non siamo un modello.
Ma, struttura a rete, policentrica, molteplice, metodo del consenso, case della sinistra parlano di un metodo che può, credo, essere utile anche per il confronto più ampio a sinistra. Noi lo porteremo avanti con tutta la Sinistra europea.
Non mi piacciono le parole grosse: nuovo inizio, parte un?altra storia. Il mondo è pieno di proclami al vento. Abbiamo il senso dei nostri limiti. Le cose prima è meglio farle, poi le diremo e, se saremo capaci, le teorizzeremo. Dico solo che niente sarà come prima.
Io voglio da qui ringraziare Leonardo, Gabriella, Francesca, Beatrice, Lucio, Elio, Alessandro e tutte le compagne e i compagni che hanno lavorato in questi mesi e in queste ore oscuramente. La loro disponibilità e pazienza sono state decisive.
Oggi, è una bella giornata. Non è stato facile arrivare qui.
Ma non illudiamoci compagne e compagni, le vere difficoltà cominciano ora. Non posso dire altro che ci proveremo e poi altri più bravi, parlo naturalmente per me, ci riusciranno.
*Coordinatore della Segreteria, Sinistra Europea, attività legislative e rapporti con i gruppi parlamentari e con il Governo
PENSIONI: TERRORISMO ECONOMICO E REALTA?

dichiarazione di Maurizio Zipponi, responsabile Economia e Lavoro
?Pensioni, partita da 65 miliardi?: è questo il titolo di apertura del Sole24ore di oggi; ?Tagliare lo scalone costa 5 miliardi? risponde il Corriere della Sera; ?Via lo scalone? Costa 10 miliardi? sostiene La Stampa: i più seri quotidiani economici del paese danno i numeri!
Ma non basta.
Secondo la relazione della Tesoreria di accompagnamento alla legge Maroni-Berlusconi ? che dal 1 gennaio 2008 innalza minimo di 3 anni l?età per andare in pensione e riduce le finestre di uscita, colpendo brutalmente chi di anni ne ha già lavorati 40 ? l?applicazione della legge produrrebbe un risparmio complessivo di 9 miliardi.
Questo conto è stato fatto dando per acquisito che tutti coloro che compiono 57 anni di età ed hanno 35 anni di contributi vadano in pensione. Ma non è così. In realtà, guardando agli ultimi dieci anni, è andato il pensione tra il 60% e il 70% degli aventi diritto.
C?è, quindi, un 30%, 40% che verrebbe comunque risparmiato: i 9 miliardi di cui parla la Tesoreria sono puramente teorici, nella pratica il risparmio potrebbe essere di circa 6 miliardi.
Questa giungla di dati sbagliati dimostra che ci troviamo di fronte ad una sorta di ?terrorismo economico? che ha l?obiettivo di tagliare le pensioni e di impedire all?Unione di mantenere quanto stabilito dal suo programma elettorale.
A questo si aggiunge: il fatto che l?Inps, dopo l?aggiornamento trimestrale di cassa, dichiara un utile strutturale (derivante soprattutto dalla lotta al lavoro nero e all?evasione e dalla regolarizzazione dei lavoratori immigrati) di 3 miliardi e 100 milioni; il fatto che basterebbe unificare gli enti per coprire nel 2008 il costo dell?abolizione dello scalone e a risparmiare circa 1 miliardo nei prossimi anni.
Al terrorismo economico rispondiamo facendo i conti (è una prassi di sinistra). I dati di realtà, così come gli scioperi che si susseguono nelle fabbriche, devono irrompere nelle aule e negli uffici di chi, attraverso l?imbroglio, mira a spostare ulteriormente la ricchezza dalle pensioni e dai salari alle rendite.
Roma, 19 giugno 2007
Festa Europea della Musica

Festa Europea della Musica
Bonorva 21 giugno 2007
Un chiarimento

Da un po’ di tempo a questa parte questo blog è frequentato da degli anonimi che lasciano i loro commenti nei nostri post.
Tali personaggi che si firmano con svariati nomi (tipo Nicola Pais), con tanto di indirizzi e-mail fasulli, scrivono commenti provocatori, con riferimenti e epiteti gratuiti verso di noi, ma ultimamente minacciano anche.
Io credo che lo strumento informatico del blog, sia una possibilità di dialogo costante anche con quelle persone che non la pensano come noi, un possibilità di confronto politico, anche aspro, ma che resti sempre nei recinti del reciproco rispetto.
Qui cari compagni si è varcata questa soglia. Io sono abituato a parlare, scrivere in questo caso, firmandomi, mettendo a luce la mia identità, in modo che tutti quelli che entrano qui, sappiano chi ha scritto certe cose, e quindi abbiano la possibilità di rivolgersi direttamente a me che le ho scritte se è necessario.
Lo stesso non possiamo fare noi, perchè non sappiamo l’identità di questi esseri umani. Abbiamo invitato queste figure, a non entrare più nel nostro blog, se non per scrivere cose sensate, opinioni concrete che abbiano uno spunto politico, anche critico di ciò che il nostro partito fa a tutti i livelli, ma questi si sono ostinati nel provocare, nell’offendere gratuitamente con appellativi tipo “zoccola per vocazione”, a minacciare tra le righe, come quando ci danno l’indirizzo (secondo loro) della scuola di Genova Diaz, dove c’è stata una “macelleria messicana” nella notte del 2001 al G8 in corso nella città ligure, per darci l’indirizzo della polizia postale a cui denunciarlo.
Beh, ora si è passata la misura, e non è per il fatto che siamo o meno suscettibili, ogni persona che respira ha il diritto al rispetto, come ogni persona che non rispetta l’altro individuo, avrà le dovute conseguenze secondo la legge che ancora vige nello Stato Italiano.
Questa non è assolutamente una minaccia per nessuno, è giusto per far chiarezza dei fatti accaduti, e per tutelare i compagni che ogni giorno si impegnano disinteressatamente alla costruzione di un altro mondo possibile.
Avremo potuto cancellare tutti i commenti inutili di questi personaggi, ma non lo abbiamo fatto, perchè è giusto che, anche in questo caso, ognuno si esprima come meglio crede, ma che sappia, che ancora nel nostro paese certi diritti sono tutelati, il diritto ad esprimersi liberamente nel limite del rispetto della dignità altrui.
Marco Falchi
Segretario del Circolo PRC-SE “A.Frammartino” – Bonorva
Il G8 del 2009 sull’isola della Maddalena

Il G8 del 2009 si terrà in Italia
i Grandi sull’isola della Maddalena
Il G8 del 2009 si terrà in Italia, e più precisamente all’isola della Maddalena, in Sardegna. Lo hanno annunciato il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro degli Esteri Massimo D’Alema. Che hanno espresso “grande soddisfazione” per “l’importante decisione che conferma e rafforza il ruolo del nostro Paese tra i Grandi del mondo”.
L’appuntamento del 2009 sarà il quinto vertice degli Otto grandi a svolgersi in Italia, dopo quelli di Venezia (22-23 giugno 1980 e 8-10 giugno 1987), Napoli (8 luglio 1994) e Genova (20-22 luglio 2001).
“Stabiliato” ed entusiasta Angelo Comiti, il sindaco di La Maddalena, il comune che comprende l’arcipelago di sette isole nel nord della Sardegna. Il primo cittadino assicura che si troverà una sede adatta per ospitare l’evento: “Non dimenticate che qui abbiamo ancora una cospicua presenza militare – spiega -. Tra le sedi indicate potrebbe esserci il compendio della scuola allievi sottufficiali con una sala che può ospitare 800 persone. Nel 2009 potrebbe essere terminato anche il nostro nuovo teatro nel centro della città”.
L’arcipelago ospita infatti la base statunitense per sommergibili nucleari, che tuttavia verrà smantellata nei prossimi mesi: il programma di riconversione dell’economia dell’area è già iniziato.
Nasce la Sezione Italiana della Sinistra Europea

Sinistra Europea in Italia sta per diventare una realtà. Il 16 e 17 giugno alla Fiera di Roma all?Eur si terrà l?assemblea nazionale costitutiva. In Europa, la Sinistra Europea è già una forza concretamente in campo.
Ecco, la dimensione europea. Senza quel riferimento, non si capirebbe nulla del progetto. L?Europa è la dimensione minima su cui investire per la costruzione di una alternativa di società. Dentro i confini dello stato nazione, infatti, si riesce a impostare soltanto una lotta di resistenza che è si necessaria ma non sufficiente per invertire la tendenza e per avviare una nuova politica. Quello del cosiddetto Libro Verde è soltanto l?ultimo esempio. C?è un attacco generalizzato alle condizioni del lavoro che arriva fino al punto di destrutturare la stessa possibilità per i lavoratori di unirsi e di costituire una coalizione. In questo caso, l?attacco arriva al cuore della contrattazione, mettendo in discussione il contratto collettivo di lavoro. Il punto, quindi, è la costruzione di una soggettività politica in Europa che ponga il tema dell?alternativa di società e che riesca a dialogare e a tessere relazioni e alleanze con le sinistre nel mondo che cercano di fuoriuscire dalla gabbia del neoliberismo e della guerra. Pensiamo, in particolare, al laboratorio latinoamericano. La Sinistra Europea sta dentro questa dimensione di problemi, guarda alla prospettiva di lungo periodo, si propone strategicamente di riattualizzare il tema arduo della trasformazione. Penso che dobbiamo cogliere un altro punto di fondo di questo nostro progetto. Siamo dentro una crisi e una transizione irrisolte. Una crisi che possiamo inserire dentro il ciclo lungo del fallimento del neoliberismo e, per la specificità del nostro Paese, dentro la crisi del sistema politico italiano. Due crisi non estranee tra di loro ma che sono l?una dentro l?altra e che, nella loro connessione, moltiplicano gli effetti devastanti. La nostra consapevolezza è che da questa crisi non si esce inevitabilmente a sinistra, anzi, è forte, molto forte la tendenza delle classi dirigenti, protagoniste di questo fallimento, di scaricarne gli effetti sulla società e di reagire con aggressività e livore, demolendo regole e istanze democratiche. In altri termini, dalla crisi di questa politica si può passare non a un?altra politica verso l?alternativa ma dentro la regressione dell?antipolitica che, in pratica consente, alle veccie classi dirigenti di riciclarsi e di continuare, inasprendole, le medesime politiche. Non per essere profeti di sventura, ma l?immagine apocalittica di un neoliberismo che ci ha travolto nella sua fase di ascesa e ora vuole seppellirci con le sue macerie non è fuori dalla possibilità di realizzarsi. Questo rende ancora più forte la necessità storica della costruzione di una soggettività della sinistra che sappia intercettare l?ansia determinata da questa crisi e la sofferenza sociale che essa provoca e sappia dargli una prospettiva nella direzione della costruzione dell?alternativa. Questa alternativa, come già detto, o ha la dimensione europea e l?aspirazione di proporsi come un progetto forte e di lungo periodo, o non ha alcuna possibilità di avere futuro. Per questo motivo, non possiamo non ritenere del tutto fuorvianti e, ancora di più inconsistenti, posizioni che immiseriscono il nostro progetto a tattica o che lo piegano semplicemente nella dimensione tutta politicista dello spostamento di questa o quella forza dentro il panorama del sistema politico del recinto italiano. Anzi, è tutto il contrario. Più il progetto di Sinistra Europea riesce a decollare, ad assumere una dimensione strategica forte, maggiore sarà il contributo che potremo dare alla costruzione in Italia di una convergenza tra forze politiche della sinistra, realtà sociali, movimenti con la determinazione di rompere il tappo conservatore che vecchi poteri e classi dirigenti della politica e dell?economia ancora frappongono per impedire o ostacolare l?avvio di un vero processo di riformatore che questo Paese aspetta e merita. Sinistra Europea, quindi, parla a tutta la sinistra politica e sociale. E? essa stessa un esperimento nella direzione della costruzione di una soggettività politica nuova che rompa compartimenti stagni e metta in comunicazione politica e società. Una struttura e rete, con una maglia di nodi verticali (le reti nazionali che aderiscono a Sinistra Europea) e una maglia di nodi orizzontali (le reti locali e territoriali) in cui vige il consenso come metodo di discussione e di assunzione di decisioni. Una soggettività politica plurale in cui differenti culture e differenti percorsi trovano la possibilità di mettersi in comunicazione e di intessere una relazione stabile. Una soggettività politica plurale che non annulla le differenze e non mette in discussione l?autonomia politica e culturale di ciascuno. In Sinistra Europea, né Rifondazione Comunista, né altre soggettività si sciolgono ma ognuna mantiene la propria identità e la propria organizzazione. Ma, attraverso, Sinistra Europea, insieme si stabilisce una connessione che non è solo di azione comune ma di uno spazio politico condiviso. Infine, attraverso le reti territoriali, e quelle che abbiamo chiamato le Case della Sinistra e laboratori sociali, c?è la possibilità di ulteriore contaminazione, di una connessione più profonda, di una relazione più intensa con le realtà concrete del territorio e le vertenze che concretamente si svolgono. La Sinistra Europea è, quindi, anche un esperimento nella direzione di realizzare nuove pratiche del conflitto e nuove forme dell?agire politico, superando la consuetudine per la quale ai movimenti spetterebbe la radicalità di un interesse particolare e al partito la mediazione in un presunto interesse generale. C?è una attivazione partecipativa. Questa stessa pubblicazione cerca di dare voce direttamente alle reti nazionali che si sono costituite fino a un certo momento. Ma la realtà è ancora più avanti. Nuove realtà si sono formate e si stanno costituendo. C?è l?elemento della territorialità che nella sua specificità ed originalità non si riconduce automaticamente dentro la sfera che qui viene descritta. Ma questo è inevitabile in tutti i processi reali. Per quanto vuoi tentarne di dare un rappresentazione fotografica, quella poi non coincide più con la realtà che è sempre più avanti. Così è quando sei di fronte a un processo vivo. Questa è la sua forza. Il 16 e 17 giugno, dovremo dare visibilità a questa vitalità.
Walter De Cesaris (coordinatore della Segreteria PRC)
Assemblea Nazionale Costitutiva della Sinistra Europea in ITALIA
16 e 17 giugno a Roma
PALAFIERA (VECCHIA FIERA DI ROMA)
VIA DELL’ARCADIA, 40 (Parallela Via Cristoforo Colombo)
PROGRAMMA DEI LAVORI
Sabato 16 giugno
Ore 9.30 Apertura dei lavori: Alessandro Cardulli (tavolo romano della Sinistra Europea)
Interventi iniziali
Massimiliano Smeriglio,Titti De Simone, Mercedes Frias, Walter De Cesaris
Ore 10.30 ? 13.30
Tavola rotonda: il futuro della sinistra
Intervengono:
Antonio Ferrentino (No TAV), Emilio Molinari /(Contratto mondiale per l?acqua), Paola Lovison (Comitati No Dal Molin), Gianni Rinaldini (segretario FIOM), Don Tonio Dell?Olio (Libera), Paolo Beni (Presidente dell?Arci), Titti Di Salvo (Capogruppo ala Camera SD), Oliviero Diliberto (Segretario PdCI), Paolo Cento (Verdi), Bianca Pomeranzi (Rete Femminista), Angela Azzaro (giornalista), Nunzio D?Erme (network in movimento), Vittorio Agnoletto (Forum per la Sinistra Europea – Socialismo XXI), Pietro Folena (Uniti a Sinistra),Ersilia Salvato (Associazione Rossoverde), Franco Giordano (segretario PRC) Ore 14,30
Dibattito delle delegate e dei delegati Ore 18,30
Interruzione per la partecipazione al Pride
domenica 17 giugno
Ore 9.00
Ripresa del Dibattito
Intervengono tra gli altri
Aldo Tortorella, (Presidente dell?ARS), Achille Occhetto (Cantiere), Claudio Fava (Presidenza del PSE), Riccardo Petrella (Contratto per l?acqua), Roberto Iovino (Unione degli Studenti) , Jacobo Torres De Leon (Fuerza bolivariana de Trabajadores de Venezuela)
Ore 11.15
Saluto in video dal Congresso di unificazione della Linke in Germania di Lothar Bisky e Oskar Lafontaine
Ore 11.30
Intervento di Fausto Bertinotti
Ore 12,00 ? 13,30 ripresa del dibattito
Interventi finali
Danielle Mazzonis (Liberassociazione aderenti individuali alla sinistra europea), Domenico Rizzuti (Sinistra Euromediterranea), Ciro Pesacane (Rete ambientalista), Elisabetta Piccolotti (Giovani Comunisti)
Ore 14.30 Votazione dei documenti finali e degli organismi della Sinistra Europea in Italia
Riferimenti: www.sinistraeuropea.it




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